Pittura

Adolfo Panarello è autodidatta, se si fa eccezione per gli insegnamenti che gli sono stati impartiti amichevolmente dai pittori Luigi Compagnone e Silvano Russo.

Dopo aver assimilato le basi tecniche ed essersi cimentato nell’imitazione degli stili più comuni, ha scelto di liberarsi da ogni vincolo e di lasciarsi guidare esclusivamente dal suo istinto e dalla sua innata sensibilità cromatica.

Il suo tratto è violento, materico, invadente.

Le immagini, realizzate senza privilegiare i dettagli, hanno una potenza dinamica singolare e un forte impatto emotivo. Sia che restituiscano l’orgoglio e la malizia di popoli pionieri, sia che immortalino pacate scene campestri o crepuscolari, sia che si perdano nella scarna quiete di un pesaggio innevato, i dipinti di Adolfo Panarello conservano una straordinaria violenza espressiva capace di catturare vorticosamente l’attenzione dell’osservatore.

L’esplosione di colori, in cui raramente si cerca la gradualità dei toni, soggiace ad una personalissima interpretazione dei soggetti e il tratto violento, spesso prodotto a spatola, assecondando le curve e i piani inclinati, esprime tutta la tumultuosa complessità spirituale dell’autore.

Fino al 2006, Adolfo Panarello ha spesso firmato i suoi quadri con lo pseudonimo di “Adael”, nome di origine ebraica che esprime naturalezza emotiva, capacità di astrazione e fortissimo gusto innovativo.

La sua pittura è ancora in piena evoluzione, ma lo stile è già bene connotato, al pari della cromia e della scelta espressionistica.