Attività scientifiche

Adolfo Panarello si è laureato con lode in Materie Letterarie, presso l’Università degli Studi di Cassino, il 29 aprile 1991, discutendo una tesi in Filologia latina intitolata “Le epistole prefatorie dei grammatici latini”.

È funzionario di categora D/D5 (area tecnica, tecnico-scientifica ed elaborazione dati) presso l’Università degli Studi di Cassino e del Meridionale.

Ha conseguito – il giorno 08 marzo 2016 – il dottorato di ricerca in “Storia, letteratura e territorio” presso il Dipartimento di Scienze Umane, Sociali e della Salute della medesima università con una tesi in Geografia (MGGR/01) intitolata: “Il sito con impronte umane pleistoceniche di Foresta (Vulcano di Roccamonfina, Caserta) quale laboratorio ideale per valutazioni oggettive sulle più antiche direttrici di transito umano e sui condizionamenti geomorfologici nelle logiche insediative”.

Dal 16 febbraio 2017 svolge la sua attività di ricerca presso il Laboratorio di Ricerche Storiche e Archeologiche dell’Antichità dell’Università degli studi di Cassino e del Lazio Meridionale (Dipartimento di Scienze Umane, Sociali e della Salute).

Ha svolto ricerche di Paleoicnologia degli ominidi, di Storia antica e medievale, di Archeologia preistorica e italica, di Archeologia dell’architettura e di Etnoarcheologia.

Nel lavoro di carattere storico-archeologico, Adolfo Panarello ha studiato tutti i castelli dell’antica piana di Patenara, ossia del territorio stretto fra le propaggini orientali del sistema vulcanico del Roccamonfina e i primi contrafforti occidentali del massiccio appenninico del Matese, estendendo il suo interesse anche ad alcune realtà fortificate ubicate lungo il confine tra la Campania settentrionale e il Lazio meridionale, un tempo facenti parte dei possedimenti della signoria medievale di Montecassino.

Nel lavoro di carattere antropologico ed etno-archeologico, Adolfo Panarello si è prevalentemente occupato di problematiche pre-protostoriche legate all’areale del vulcano Roccamonfina e della media valle del Volturno, prestando forte attenzione all’aspetto delle dinamiche insediative e agli aspetti culturali e cultuali ad esse connesso. Nell’ambito di questa attività, egli, insieme ad altri studiosi, ha partecipato a una pluriennale e sistematica opera di esplorazione del territorio di confine tra l’alta Terra di Lavoro e il Lazio meridionale, la quale, in più di un caso, ha consentito di giungere a scoperte scientifiche di rilevanza mondiale. Egli, infatti, ha scoperto, insieme al suo collega Dr. Prof. Marco De Angelis, le orme umane fossili note come “Ciampate del diavolo”, ubicate nel territorio del Comune di Tora e Piccilli, le quali, al momento della scoperta (4 agosto 2001), erano le più antiche orme umane fossili accertate del mondo e, a distanza, di più di 15 anni, rimangono comunque fra le più antiche del pianeta Terra.

Dai primi mesi del 2002, come ricercatore autonomo, ha fatto parte ininterrottamente dell’equipe scientifica diretta dal prof. Paolo Mietto (Università degli Studi di Padova), che sta effettuando lo studio dettagliato delle suddette icniti medio-pleistoceniche e sta indagando sulla presenza e diffusione generale dell’Homo erectus europeo nell’areale del vulcano Roccamonfina. Con la stessa équipe ha partecipato, con compiti di responsabilità scientifica, a tutte le campagne di pulizia del sito paleontologico delle “ciampate del diavolo” (condotte dal 2005 al 2010)  e ai lavori di pulizia del possibile sito paleontologico nella località “Carangi” del comune di Marzano Appio (ottobre-dicembre 2008).

Da anni sta conducendo, con le più avanzate tecnologie di rilievo e restituzione tridimensionale, un lavoro di analisi di estremo dettaglio di tutte le possibili evidenze paleoicnologiche dell’areale del Roccamonfina e studia le orme umane fossili dell’intero pianeta Terra, tenendo contatti diretti con i maggiori esperti del settore nazionali ed internazionali.

Nell’ambito della sua ricerca dottorale, ha messo a punto e sperimentato un metodo nuovo e originale di rilievo e analisi delle cavità compatibili con orme umane fossili e ha raccolto tutti i dati necessari per dimostrare che nel medesimo sito paleontologico delle “Ciampate del diavolo” è conservato anche il più antico sentiero fossile del mondo, in assoluto. Nella medesima ricerca dottorale ha compulsato tutte le più moderne soluzioni di conservazione e valorizzazione degli icnositi di ominidi e sta elaborando un modello di tutela e valorizzazione anche per il pionieristico sito del Roccamonfina.

Ha pubblicato numerose monografie su varie tematiche e, insieme ai suoi colleghi dell’équipe diretta dal prof. Paolo Mietto, ha già effettuato e sta per effettuare nuove pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali e internazionali.

È membro dell’American Association for the Advancement of Science (AAAS).

È membro dell’Associazione Italiana per lo studio del Quaternario (AIQUA).

Ha tenuto seminari, conferenze e relazioni presso l’Università degli Studi di Cassino, presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, presso l’Università degli Studi di Macerata e presso l’Università degli Studi del Molise di Campobasso, nonché presso il Museo Nazionale Preistorico-Etnografico “Luigi Pigorini” di Roma e presso il Museo di Etnopreistoria “Alfonso Piciocchi” di Napoli.

Ha, inoltre, accompagnato, come consulente scientifico, numerose visite guidate nel sito paleontologico del Roccamonfina e in numerose altre località ubicate nell’areale del medesimo vulcano.

È stato coordinatore dei due convegni organizzati (nel 2009 e nel 2010) dal Comune di Roccamonfina nell’ambito del progetto “Conoscere il Roccamonfina”, di cui ha curato anche la pubblicazione degli atti ed è fondatore di una collana di pubblicazioni intitolata “Terra filiorum Pandulfi” la quale rappresenta il terminale editoriale di un progetto di recupero culturale che interessa tutta la Terra di Lavoro e che coinvolge anche altri ricercatori.

Ha organizzato e interamente coordinato il geoevento di rilevanza nazionale intitolato «Sulle “orme del diavolo”: conoscere e conservare le tracce dei primi Italiani», patrocinato dall’AIQUA, che si è svolto a Tora e Piccilli (provincia di Caserta) il 22 ottobre 2016 nell’ambito della IV edizione della “Settimana del Pianeta Terra”. Nell’ambito di tale geoevento ha anche tenuto una relazione dal titolo: «Salvare l’impossibile: i vari gradi della conservazione di un icnosito di ominidi».

Ha organizzato, in collaborazione con la prof.ssa Elena Garcea (Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale), il geoevento di rilevanza nazionale intitolato: «Le tracce fossili dei primi Italiani: diavoli o uomini? Quale destino per un geosito unico al mondo?”, patrocinato dall’Associazione Italiana per lo Studio del Quaternario (AIQUA), dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Caserta e Benevento e dal Comune di Tora e Piccilli (CE), che si è svolto all’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale e a Tora e Piccilli (provincia di Caserta), rispettivamente, il 20-10-2017 con un convegno/mostra, e il 21-10-2017 con una visita guidata al sito paleontologico delle Ciampate del diavolo”. Tale geoevento ha avuto luogo nell’ambito della V edizione della “Settimana del Pianeta Terra” ed è stato preceduto da un prestigioso press-tour. Nell’ambito di tale geoevento, Adolfo Panarello ha anche tenuto una relazione dal titolo: «Tutelare e valorizzare uno degli icnositi di ominidi più importanti del pianeta Terra: sinergie che non sono utopie».

Adolfo Panarello ha seguito, in qualità di correlatore, una tesi di laurea in Paleontologia per il Corso di Laurea in Valorizzazione e Promozione dei beni culturali nel museo e nel territorio dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio meridionale.

Dall’1-10-2015 è membro del Collegio Scientifico di “Terra Laboris”, collana di pubblicazioni scientifiche a diffusione nazionale.

Dall’1-5-2017 è membro del Comitato Scientifico della collana “Officium. Studi e Ricerche” a diffusione nazionale.

Ha erogato un modulo di 60 ore di didattica frontale in qualità di “Esperto”, dal 17 gennaio 2012 al 1° giugno 2012, nell’ambito del P.O.N. – Programma per lo Sviluppo (FSE) dell’Unione Europea,  CODICE PROGETTO: PON-FSE-2011-F1-cod. 134 – Valorizziamo l’ambiente per il recupero del Territorio.

Nel 2015 ha fatto parte del gruppo di lavoro che ha fornito la sua consulenza scientifica per l’allestimento dell’esposizione museale permanente sul sito paleontologico di rilevanza mondiale, cosiddetto delle “Ciampate del diavolo”, nel Comune di Tora e Piccilli, nell’ambito del progetto “Riqualificazione di percorsi turistici e realizzazione di infrastrutture per la promozione del sito”Ciampate del diavolo” – finanziamento PIRAP MIS. 3.1.3.

Il 20 ottobre 2017 è stato delegato, dal Comune di Tora e Piccilli, «a rappresentare il Comune di Tora e Piccilli (CE) in tutte le politiche e le attività di studio, conservazione e valorizzazione del sito paleontologico delle “Ciampate del diavolo”, con facoltà di concedere il patrocinio e l’uso del logo comunale alle attività di ciò ritenute degne».

Il 28 ottobre 2017, in occasione del Premio Internazionale per la ricerca sui beni culturali “Padre Michele Piccirillo” tenutosi a Carinola, ha ricevuto la Medaglia del Senato della Repubblica per meriti scientifici dall’Archeoclub di Carinola.

È cultore della Materia (SSD ICAR/19 Restauro) presso il Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale “L. Vanvitelli” della Seconda Università di Napoli (verbale n. 12 del Consiglio di Dipartimento del 13.11.2017).