Attività scientifiche

Adolfo Panarello si è laureato con lode in Materie Letterarie, presso l’Università degli Studi di Cassino, il 29 aprile 1991, discutendo una tesi in Filologia latina intitolata “Le epistole prefatorie dei grammatici latini”.

È funzionario di categora D/D3 (area tecnica, tecnico-scientifica ed elaborazione dati) presso l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale.
Attualmente sta svolgendo un dottorato di ricerca in “Storia, letteratura e territorio” presso il Dipartimento di Scienze Umane, Sociali e della Salute della medesima università.

Ha svolto ricerche di Storia antica e medievale, Archeologia dell’architettura e, soprattutto, di Etnoarcheologia e Paleoicnologia degli ominidi.

Nell’ambito delle prime due aree di studio (storica e archeologico/architettonica), ha studiato tutti i castelli dell’antica piana di Patenara, ossia del territorio stretto fra le propaggini orientali del sistema vulcanico del Roccamonfina e i primi contrafforti occidentali del massiccio appenninico del Matese, estendendo il suo interesse anche ad alcune realtà fortificate ubicate lungo il confine tra la Campania settentrionale e il Lazio meridionale, un tempo facenti parte dei possedimenti della signoria medievale di Montecassino.

Nel lavoro di carattere antropologico ed etno-archeologico, Adolfo Panarello si è prevalentemente occupato di problematiche pre-protostoriche legate all’areale del vulcano Roccamonfina e della media valle del Volturno, prestando forte attenzione all’aspetto delle dinamiche insediative e agli aspetti culturali e cultuali ad esse connesso. Nell’ambito di questa attività, egli, insieme ad altri studiosi, ha partecipato a una pluriennale e sistematica opera di esplorazione del territorio di confine tra l’alta Terra di Lavoro e il Lazio meridionale, la quale, in più di un caso, ha consentito di giungere a scoperte scientifiche di rilevanza mondiale.

Egli, infatti, ha scoperto, insieme al suo collega Dr. Marco De Angelis, le orme umane fossili note come “ciampate del diavolo”, ubicate nel territorio del Comune di Tora e Piccilli, le quali, al momento della scoperta (4 agosto 2001), erano le più antiche orme umane fossili accertate del mondo e, a distanza, di più di un decennio, rimangono comunque fra le più antiche del pianeta.

Dai primi mesi del 2002, come ricercatore autonomo, ha fatto parte ininterrottamente dell’equipe scientifica diretta dal prof. Paolo Mietto (Università degli Studi di Padova), che sta effettuando lo studio dettagliato delle suddette icniti medio-pleistoceniche e sta indagando sulla presenza e diffusione generale dell’Homo erectus europeo nell’areale del vulcano Roccamonfina. Con la stessa équipe ha partecipato, con compiti di responsabilità scientifica, a tutte le campagne di pulizia del sito paleontologico delle “ciampate del diavolo” (condotte dal 2005 al 2010) e ai lavori di pulizia del possibile sito paleontologico nella località “Carangi” del comune di Marzano Appio (ottobre-dicembre 2008).

Da anni sta conducendo, con le più avanzate tecnologie di rilievo e restituzione tridimensionale, un lavoro di analisi di estremo dettaglio di tutte le possibili evidenze paleoicnologiche dell’areale del Roccamonfina e studia le orme umane fossili dell’intero pianeta, tenendo contatti diretti con i maggiori esperti del settore nazionali ed internazionali.

Nell’ambito della sua ricerca dottorale, ha messo a punto e sperimentato un metodo nuovo e originale di rilievo e analisi delle cavità compatibili con orme umane fossili e ha individuato altre evidenze paleoicnologiche di interesse planetario, che si accinge a comunicare alla comunità scientifica. Nella medesima ricerca dottorale ha compulsato tutte le più moderne soluzioni di conservazione e valorizzazione degli icnositi di ominidi e sta elaborando un modello di tutela e valorizzazione anche per il pionieristico sito del Roccamonfina.

Ha pubblicato numerose monografie su varie tematiche e, insieme ai suoi colleghi dell’équipe diretta dal prof. Paolo Mietto, ha già effettuato e sta per effettuare numerose pubblicazioni scientifiche su riviste scientifiche “peer-reviewed” nazionali e internazionali.

E’ membro dell’American Association for the Advancement of Science (AAAS).

Ha tenuto seminari, conferenze e relazioni presso l’Università degli Studi di Cassino, presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, presso l’Università degli Studi di Macerata e presso l’Università degli Studi del Molise di Campobasso, nonché presso il Museo Nazionale Preistorico-Etnografico “Luigi Pigorini” di Roma e presso il Museo di Etnopreistoria “Alfonso Piciocchi” di Napoli.

Ha, inoltre, accompagnato, come consulente scientifico, numerose visite guidate nel sito paleontologico del Roccamonfina e in numerose altre località ubicate nell’areale del medesimo vulcano.

È stato coordinatore dei due convegni organizzati (nel 2009 e nel 2010) dal Comune di Roccamonfina nell’ambito del progetto “Conoscere il Roccamonfina”, di cui ha curato anche la pubblicazione degli atti ed è fondatore di una collana di pubblicazioni intitolata “Terra filiorum Pandulfi” la quale rappresenta il terminale editoriale di un progetto di recupero culturale che interessa tutta la Terra di Lavoro e che coinvolge anche altri ricercatori.

Ha seguito, in qualità di correlatore, una tesi di laurea in Paleontologia per il Corso di Laurea in Valorizzazione e Promozione dei beni culturali nel museo e nel territorio dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio meridionale.